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5.Prendersi cura delle esigenze affettive: l’adulto e il minore devono potersi concedere del tempo per un rapporto privilegiato individuale senza essere interrotti da elementi esterni. Significa saper cogliere i movimenti affettivi e cercare di aiutare gli adolescenti a viverli, ad avvicinarli, a trovargli un posto, a renderli più digeribili.

6.Mantenere i contatti con il territorio: per evitare “ghettizzazioni” dei minori (così come anche indicato dal PSA) lo staff della Comunità si avvale, per il tempo libero e le attività ricreative, di tutte le agenzie presenti sul territorio (scuola, organizzazioni sportive, oratori…) dove far trascorrere il proprio tempo ai minori. 

Il compito che da tutto ciò scaturisce è vincolato attorno a due elementi cardine: il CONTENIMENTO di comportamenti devianti ma anche di problemi, difficoltà esistenziali, di caratteristiche distruttive, di angosce profonde e, al tempo stesso, lo SVILUPPO, inteso come crescita, promozione delle capacità di relazione e delle capacità personali insite in ogni individuo.

Proprio per tutto ciò lo staff educativo della Comunità Alloggio Maschile si basa, per la metodologia educativa adottata, della teoria sistemica: il minore adolescente è al centro di un complesso sistema che, tutto, influisce su di lui. Intervenire solo sull’adolescente, senza ricordare l’importanza che la famiglia, le agenzie educative presenti sul territorio e la società hanno su di lui, significa dimenticare l’importanza della complessità dell’essere umano.

 

La filosofia di base del team della Comunità Maschile si basa su alcuni punti basilari:

1    Rispetto delle personalità specifiche dei ragazzi ospiti della Comunità: solo partendo da questo presupposto è possibile perseguire quello che è l’obiettivo primario (e cioè la crescita dei ragazzi stessi), nel pieno rispetto delle potenzialità già presenti in loro stessi. Il fondamento dell’educazione è insito nel significato della parola EDUCARE = TRARRE FUORI.

2    Conduzione del gruppo secondo lo stile autorevole: è ormai universalmente riconosciuto che gli stili di conduzioni autoritario e lassista non sono ottimali per un gruppo di minori, soprattutto in età adolescenziale. Solo una conduzione del gruppo secondo lo stile autorevole permette ai minori di formare al meglio la propria identità personale.

3    Rispetto dei diritti e dei doveri di ogni appartenente alla comunità: nel pieno rispetto degli adulti, dei minori e della società è nostra ferma intenzione proporre ai ragazzi uno stile di conduzione che sia reale e cioè rispecchi quella è la vita di ognuno di noi nella società: per raggiungere questo obiettivo è impossibile prescindere dai diritti e dai doveri di ognuno.

4    Raggiungimento di un’autonomia psicologica ed affettiva: per aiutare i ragazzi a diventare adulti il team della Comunità Maschile non intende porre attenzione solo al raggiungimento dell’autonomia a livello pratico, ma si po-ne come obiettivo quello di fornire degli strumenti che permettano di rag-giungere autonomie di altro tipo (senza comunque dimenticare quella pra-tica) basate sulla capacità di instaurare relazioni positive, saper chiedere aiuto quando in difficoltà (come capita a tutti gli adulti “normali”), sentirsi come esseri umani degni e quindi valevoli di ricevere attenzione, aiuto, affetto, ecc.

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